Dimensioni delle botti di legno: le nostre sono piccole.

Negli ultimi tempi abbiamo lavorato davvero sodo, la vendemmia, anzi, le vendemmie, unite al lancio di fortidelvento, la nostra nuova avventura, ci stanno riempiendo ogni attimo. Non siamo nemmeno riusciti ad organizzare le foto della vendemmia, con estremo dispiacere, non lo nego, ma abbiamo preferito fare bene quello che è il nostro lavoro piuttosto che disperderci.

 Ecco perché anche la scarsa presenza online e di aggiornamento del blog…che ci accompagnerà ancora.

Nel frattempo fuori dalla rete stiamo incontrando sempre più appassionati ed operatori e non ho potuto non fare caso ai discorsi sul cambio di pensiero in cantina che ha visto direttamente interessati alcuni produttori, cito uno fra tutti per stima e conoscenza diretta, Gianpaolo. Il suo discorso è stato ripreso anche da blog importanti. Trovo interessante e anche non banale che un produttore lo comunichi, da un lato, e che si voglia capire dall’altro.

Ma non capisco francamente perché, da parte di chi il vino lo beve, ci debba essere così tanta attenzione verso una delle scelte di produzione come quella della dimensione della botte di legno e non verso la filosofia che ha portato a quello che si trova dentro la bottiglia. 

Non so, forse mi sbaglio ma la domanda “botte piccola o botte grande” mi viene fatta sempre con maggiore frequenza, poche voltè però ci chiedono “perchè lo avete fatto così”, in generale.

Se potessi scegliere piacerebbe sentirsi chiedere qual’è la filosofia che ha portato alla produzione di questo o quel vino, piuttosto che quale botte abbiamo usato, ma sono certo che prima o poi succederà, visto le scelte fuori dagli schemi che continuiamo a portare avanti.

Approfitto inoltre del blog per dire la nostra in materia botti di legno: noi usiamo botti piccole, in particolare tonneaux (500 litri) con tostature leggere, principalmente usati e talvolta rigenerati, trovandoli davvero interessanti per la loro plasticità. Per noi è quasi una scelta forzata se fai piccoli volumi provenienti da vigneti diversi e vuoi un minimo orientare l’evoluzione del vino, usando botti grandi senza volumi finiresti per avere le mani legate in invecchiamento con dei vini diversi da come li avresti voluti.

Spiegato il motivo, resta comunque fermo il nostro obiettivo di usare le botti di legno come ossigenatori naturali e non come aromatizzanti, quindi il risultato finale deve permettere all’assaggiatore di apprezzare l’evoluzione e i sentori tipici di quel vino con il plus che un buon invecchiamento in legno prima e in bottiglia poi riescono a conferirgli.  Con le botti piccole….

Vendemmia 2009, diario di cantina

Vendemmia 2009

Vendemmia 2009

Questo post lo dedico alla futura memoria ed alla curiosità dei più che vorranno sapere come è andata l’annata 2009.

 Mi concentrerò sui tre vini con Dolcetto di Ovada 

Iniziamo dicendo che l’annata sicuramente si farà ricordare, in generale uve molto sane e con carica zuccherina abbastanza alta, per non dire alta: il caldo prolungato registrato nel corso dell’estate ha portato ad una maturazione precoce rispetto al solito calendario con una anticipazione della vendemmia di circa una decina di giorni rispetto allo scorso anno.

 Più in dettaglio  

Armasù (Dolcetto di Ovada, DOC): raccolto a mano in cassetta, segnava 19 di Babo appena arrivato in cantina. Vigne di circa 7 anni. Le uve si presentavano sane e la fermentazione è partita subito senza problemi, la temperatura della vasca è passata dai 24 gradi dell’inserimento uva in cassetta pigiadiraspata ai 33 e si sta mantenendo tale. Facciamo 4 lavorazioni al giorno per vasca (sul dolcetto occorre dosare bene le lavorazioni di ossigenazione per evitare i sentori di ridotto che caratterizzavano le lavorazioni di un tempo), che decidiamo di volta in volta in base alla virulenza dell’ebollizione: alterniamo delestage a follature e rimontaggi in base alle misurazioni della temperature cappello – cuore vasca.

Prevediamo di svinare dopo circa 8 giorni dall’inserimento in vasca (a causa del malfunzionamento di un babo stavamo pensando di svinare dopo 4 giorni!).  Le estrazioni del colore sono molto buone, abbiamo deciso di comune accordo con l’enologo che la fermentazione continuerà sulle fecce fini, in quanto l’estrazione raggiunta sulle bucce per quest’anno ci sembra giusta entro tale tempistica.

Abbiamo in mente un vino che abbia qualcosa in più da raccontare rispetto al 2007 attualmente in commercializzazione, mantenendo la sua piacevolezza di beva e la giusta complessità al naso.

 –Leò (Monferrato Rosso, DOC): raccolto a mano in cassetta, segnava 20 di Babo appena arrivato in cantina. Vigne di circa 35/40 anni. Le uve si presentavano molto sane. Qui la fermentazione è partita più lentamente, volutamente, per permettere una fermentazione più lunga. Questo vino andrà in commercializzazione nel 2012, (il primo Leò uscirà nel 2011 e sarà la vendemmia 2008) quindi puntiamo più alla complessità e alla pienezza di quanto non facciamo con l’armasù. Non che quest’ultimo (l’Armasù) abbia qualcosa in meno, ma non resterà così a lungo ad affinare in cantina quindi punteremo su altre caratteristiche (sarà interessante confrontare entrambi nel 2011). anche qui non ci risparmiamo sulle lavorazioni, che sono solo delestage all’inizio nella misura di almeno due al giorno.  Una fatica mica male!

 –“”: si avete visto bene, virgolette….perchè questo vino un nome ce l’ha ma ancora non togliamo i veli. Nasce a seguito di una chiacchierata tra me e Marco, il nostro enologo, dove gli chiedo “ma come lo vedresti tu il Dolcetto di Ovada?” e lui mi ha detto “ beh, con merlot e cabernet”. Lo so lo so, direte il solito internazionale…beh, non è poi così scontato: anche io aspetto con curiosità. Anche qui raccolto in cassetta, 19.2 di babo, uve molto sane.

Cos’altro posso dire, l’estrazione del colore qui è già su livelli ottimali ed è ragionevole pensare che svineremo dopo 5 giorni di macerazione. In vasca si sente una chiara nota erbacea, in bocca non è ancora degustabile ma sono davvero curioso….voi? Per non lasciarvi troppo appesi velo faccio vedere nel filmato (la vasca è proprio la sua)….

Cascina Tollu,  Piva01781050065

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