Cantine Aperte 27 maggio 2012

Con grande piacere quest’anno ritorna Cantine Aperte, manifestazione enoturistica che permette di accorciare in un clima rilassato la distanza tra le cantine e gli appassionati ed i degustatori.

Davvero un grande piacere per noi, la accogliamo con favore e ci attrezziamo come sempre per cercare di trasformarla in una esperienza piacevole e aperta sia ai geek del vino che agli appassionati amanti della campagna genuina e dello stare insieme.

Assaggiare, camminare nelle vigne, condividere e relax saranno le parole d’ordine della giornata.

In parallelo al Castello di Rocca Grimalda ci sarà l’evento chiamato La vie en rose”- conferenza di Gianni Franzone sui fiori nell’art déco, mostra di acquerelli, canzoni francesi, Déjeuner sur l’herbe, visita del castello e del giardino, atélier di pittura e di erbario, intrattenimento per bambini

X info http://www.castelloroccagrimalda.it

Tomaso

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Incomincia una nuova era. In sordina…Ovada

Capita di rado, ti incontri con altri produttori che la pensano come te e capiscono che la tua zona non ha nulla da invidiare alle più blasonate del Piemonte, scatta la scintilla e ci si mette in gioco.

Non credo serva molto i più a definire quello che intendiamo fare insieme, certo è che ne vedremo delle belle. Col sorriso e senza presunzione.

Inizieremo in sordina a far conoscere insieme i nostri Ovada in accompagnamento al fantastico (basta per definirlo?) fritto misto alla piemontese del Bel Soggiorno di Cremolino.

Ecco la ricetta della serata:
-5 produttori (in ordine alfabetico) Forti del vento, Gaggino, I Pola, La Guardia, Rossi Contini;
-1 territorio con 1 grande vino: Ovada Docg
-1 Cuoco di Alto Livello: Giovanni Benzo
-1 Enotecaro Modello – ehm lo avete visto nudo? No? Eccolo-: Giuseppe Martelli della Vineria e Champagneria Quartino di Vino.

Tutto a 40 Euro a persona, vini inclusi.

Mi raccomando: Le prenotazioni sono valide solo se confermate telefonicamente presso il ristorante Bel Soggiorno ( 0143 879012 – 3333402888) oppure presso Giuse al Quartino Di Vino (0143 381155).

Vi aspettiamo, con immenso piacere.

Vi abbraccio in anticipo (sulla fiducia).

Ciao!
Tomaso

P.S.: se volete dormire in Agriturismo (questo) prenotatemi via mail a info[at]cascinatollu.com o chiamatemi allo 0143.87.34.30.

Cantine Aperte, Rocca Grimalda, domenica 29 maggio 2011

Ciao a tutti, con grande entusiasmo anche quest’anno accolgo l’arrivo di Cantine aperte, momento davvero molto bello per noi, perché ci vengono a trovare ogni anno sempre più veri e propri appassionati di vino che vogliono sapere e toccare con mano le vigne e la cantina.

Io tra l’altro sarò di ritorno da un viaggio studio in Francia quest’anno, quindi avremo un sacco di cose da condividere quel giorno, oltre ad assaggiare (ne cito solo due) i nuovi Ventipassi, Nibiö 100% e Altaguardia, Albarossa 100%.

Oltre ai vini non mancheranno gli stuzzichini di mamma Sonia, che ci accompagneranno nelle degustazioni.

Vi aspettiamo, per visitare i vigneti, assaggiare i vini, parlare del territorio insieme con il sano entusiasmo che non ci siamo mai fatti mancare: sono tante le nuove iniziative che vogliamo condividere con voi.

Se poi vorrete, quel giorno grazie ad una convenzione con Castelli Aperti potrete beneficiare di uno sconto per la visita al Castello di Rocca Grimalda che vi assicuro merita.

Ciao
Tomaso
P.S. nela foto uno scorcio invernale, venendoci a trovare potete fotografare quello primaverile, resterete senza fiato.

Celiachia: non è un problema mangiare con soddisfazione.

Questo post nasce come risposta alla domanda di un’amica che mi chiede informazioni su come il nostro agriturismo www.cascinatollu.com , si occupa dei celiaci: credendo sia di interesse per tutti, rispondo con un post.

Eravamo all’inzio della nostra attività e ci siamo trovati di fronte alla richiesta di realizzare un menù specifico e invece di considerarlo un problema l’abbiamo visto come un’opportunità: far godere della ristorazione agrituristica, basata quindi su materie prime dell’azienda agricola, ad un pubblico più ampio.

E quindi da quel giorno non abbiamo mai smesso di sperimentare e studiare, abbiamo scoperto che esiste un’associazione che aiuta tutti a comprendere meglio, anche noi, che una dieta per celiaci non è affatto un problema da realizzare. Dite di no? Guardate qua!

Bene, la cuoca (mamma Sonia) è un amante delle verdure, con l’orto ci fa impazzire perché vuole il massimo (se avrete occasione di venirci a trovare a giugno capirete cosa intendo). Inoltre le piace scegliere personalmente tutti i tagli delle carni che si studia per ogni portata. E non vorrete, proprio nel Monferrato, dimenticarvi dei formaggi, Montebore in primis!

Anche sulle farine si è fatta una cultura, anche se poi oggi esistono farine specifiche, anche stando sugli ingredienti che madre natura fortunatamente ci dona ce ne sono di leccornie davvero per tutti.

Ecco un esempio di menù (almeno poi non dite dal dire al fare…), solo per sbirciare un po….dato che il menù è molto più ricco, ma almeno avete un idea…

…. un paio di antipasti:

– verdure fritte nella pastella di mais o farina di granoturco servite in una sfoglia di grana
– peperoni sottolio con prezzemolo e tonno

….un primo….

– risotto pere e montebore

…un secondo….

– faraona cotta nella creta

e infine un dolce…

– torta fatta esclusivamente con nocciole

E questi sono solo esempi veloci.

Ecco perchè, quando qualcuno ci chiama dicendoci “è possibile fare un menù per celiaci” la risposta arriva con un sorriso, piena di manicaretti che anche il resto della sala apprezza!

Ciao
Tomaso

Forza Dolcetto, Ovada è ora!

Ogni giorno che passa osservo. Osservo la natura, osservo le altre persone, percepisco che il tempo passa e cerco di capire come fare per far migliorare la mia realtà interagendo meglio con gli altri.

E’ difficile darsi una risposta precisa, ma se non ci lavori è impossibile arrivare da qualunque parte.

Faccio questa premessa perché anche se la mia famiglia opera, in piccolo, in questo mondo da tre generazioni, a me è toccata la fortuna di vivere e gestire l’azienda di vino durante un cambiamento che definire epocale è poco. Devo per forza farmi delle domande, non c’è (più) una strada da seguire, dobbiamo rifarcela senza punti di riferimento.

Ho imparato diverse cose nel confronto (molto faticoso, perché spesso le tue idee vengono smontate e i tuoi sogni sfumano), una delle più importanti è che un azienda che produce vino è figlia del contesto in cui lo produce, il famoso Territorio.

Sembra banale. Non lo è.

Nell’Ovadese sono decenni che si vive un abbandono lento ed inesorabile del territorio, con un numero di nuovi imprenditori inferiore all’abbandono (o meglio al tentativo di, perché voler vendere è diverso da vendere) del territorio da parte degli esistenti: questo ha portato alla svalutazione dei terreni da un lato e dall’altro al forte sviluppo dell’urbanizzazione nei paesi.

Io francamente non riesco a spiegarmi questo fenomeno, vedo dei giovani determinati, certo non è una rete fitta, ma qua e là ci sono aziende interessanti con vini buoni e ottimi che faticano.

E non si riesce a fare gruppo, è faticoso vedersi e c’è diffidenza.

Io sono anni che predico a favore dell’unione e credo che il dolcetto della zona di Ovada in entrambe le versioni, DOC e DOCG se ben vinificato possa davvero regalare emozioni capaci di smetterla di essere considerati produttori di serie B rispetto a Dogliani, Alba e compagnia cantando.

Lo dico a fronte di assaggi comparati, intendiamoci, fatti con panel attendibili che escludono il mio vino, parlo della zona.

Ma non riusciamo (ancora, lasciatemi sperare) ad emergere.

Quindi cari produttori, non arrabbiatevi con la politica perché non ha fatto e ci sono le cantine da svuotare, da qui a 5/6 anni almeno sarà una salita ripida, bisognerà investire soldi, tempo ed energie, fare comunicazione mirata e far emergere il meglio di noi. Per carità, anche avere culo!

Mentre dico apertamente, non snobbate il dolcetto, non consideratelo un vino da prezzo, lo è diventato per logiche commerciali, ma sa regalare vini affatto scontati, piacevoli anche se di struttura e con gradazioni importanti, comunque godibili a pasto e in compagnia. Quando costa troppo poco vuol dire che (i) ci sono problemi commerciali oppure (ii) è una chiavica (cit.).

Il dolcetto non permette rese ettaro alte, e i costi ettaro sono più o meno simili per tutti. In più, considerate che ad Ovada non abbiamo denominazioni del calibro di barolo e barbaresco, quindi i cru migliori per il rosso sono tutti destinati al dolcetto.

Alla prossima!
Tomaso

Buoni propositi

Vigne vecchie di Dolcetto in restauro

Negli ultimi tempi sto faticando davvero parecchio, non è colpa di niente se non mia. La fatica più grande che faccio non la devo alla crisi, economicamente non mi posso lamentare, anche il vino ci da le sue soddisfazioni, complice l’annata 2009 che è stata davvero interessante.

Il vero problema nasce da un’altra considerazione, il territorio, ovvero il perché il territorio di cui siamo parte debba aver avuto un destino così crudo. Sto assistendo all’estirpazione di vigneti più o meno motivata da ragioni commerciali, le uve vengono pagate poco da tutti, incluse le famose cantine sociali che avrebbero dovuto creare un sistema per sostenere la viticoltura annullando la frammentazione.

Dalle nostre parti, non si fanno nomi, si faticano ad individuare delle aziende di riferimento, intendendosi come tali non solo coloro che fanno vini buoni in senso lato, ma anche chi poi quei vini li vende e sta in piedi. Non credo sia possibile semplicemente lamentarsi con la politica, sarebbe come sparare in aria.  In fin dei conti il nostro territorio, la nostra politica siamo noi. Siamo noi che con le scelte di tutti i giorni, coinvolti o spettatori, disegniamo il futuro della nostra casa, o quantomeno del luogo in cui essa si trova.

Si crea una questione di prospettiva, la costruzione di case nuove, tanto osteggiata dalle amministrazioni locali, (che hanno sicuramente le loro ragioni, ma non le mie), porta persone che vengono ad abitare fuori dalla città ma non vivono la campagna. Al max una villetta col giardino, ma l’agricoltura è di più: è sistemazione dei fossi, sfruttamento controllato dei boschi per evitare che si trasformino in giungle disabitate da animali, controllo delle frane e via dicendo.

Se sei un contadino, io non lo sono a tempo pieno (non posso permettermelo) ti accorgi dell’aumento della popolazione perché all’asilo forse non c’è posto per tuo figlio.

Non sono sicuro che tutto questo abbia un senso, ma sono ancora più smarrito quando penso che non saprei dove cominciare, probabilmente è anche colpa mia. Mi sono concentrato sul fare il vino buono e ridare fiato alla vallata dove abito. La promessa per il futuro è di legare quello che faccio per me al contesto, lentamente ma con vigore, per fare in modo di non dover dire ancora “non capisco”.

Tutto questo è una promessa e anche un augurio.

Buone feste, 

Tomaso

Calici di Stelle a Cascina Tollu

Il 9 e 10 agosto all’agriturismo Cascina Tollu, Rocca Grimalda (AL) vi aspettiamo per brindare insieme alla notte di San Lorenzo, siamo a vostra disposizione, previa prenotazione, per degustare insieme i nostri vini, chiacchierare sulle particolarità delle nostre zone e orientarvi per le vostre vacanze visitando al meglio il patrimonio del Monferrato.

Per prenotazioni e informazioni: info[at]cascinatollu.com

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