Qrcode, PR, parliamone a #vuu #terroirvino


Come sempre per caso mi accordo di quanto una cosa che nell’immaginario spesso viene data per scontata sia importante e trascurata. Grazie all’uso di twitter e delle chiacchierate che si fanno con molti amici del settore vino infatti emerge qui la volontà da parte di Filippo aka @filipporonco di sapere in poche battute i motivi per partecipare a Terroirvino.

Successivamente la discussione in twitter porta a parlare di #vuu la open unconference collegata, e nelle varie considerazioni emerse, grazie alla segnalazione dello stesso da parte del produttore Luca di @bele_casel un certo interesse verso il #qrcode e la voglia, da parte mia di saperne di più.

Quale occasione migliore dico io per parlarne se non quella offerta dalla open unconference di Domenica 12 giugno (3 giorni dopo il mio compleanno!), così suggerisco di avere degli addetti PR che spieghino a noi come utilizzarlo.

Improvvisamente dalle reazioni scopro che l’argomento non è tanto da pubbliche relazioni, ma ha un substrato strategico, melo fa notare Monica di @wineup , perché quello che conta non è il #qrcode stesso ma il pensiero che lo guida. Sembra banale, logico ed ovvio, ma negli ultimi tempi tutti parlano del contenitore, pochi (fino a dire nessuno) parla del contenuto e ancora meno del ragionamento precedente.

Credo che anche stavolta si debba sfruttare la possibilità data anche dalla unconference #vuu di colmare questi vuoti.

Faccio quindi un grande appello a chi si occupa di PR (o RP se preferite, per esteso pubbliche relazioni) di spiegare il perché e il come del vostro mestiere e non solo che ci siete. Perché nessuna azienda potrà mail fare il vostro mestiere bene come voi. Io un’idea del perché ce l’ho, ma provocatoriamente vorrei sentire la vostra versione, dato che negli ultimi tempi “se non parla il produttore direttamente non va bene”. Aggiungiamo dei pezzi a questa frase? Dai!

Chiedo inoltre a Monica di @wineup di raccontare cosa sta dietro un qrcode, magari sfruttando il fatto che per allora si sarà già concretizzata l’esperienza di #barbera2 e potrà chiamare con se a parlare qualcuno dei partecipanti, ad esempio @cascinagilli o @gianlucamorino e magari [ora sbrago] si potrebbe pensare ad un collegamento con gli USA per un intervento da là [w la tecnologia e la fantasia insieme]. Magari un bel tabellone raccogli hastag per fare le domande?

Questo è il mio piccolo contributo al lavoro di un amico.

Ciao,
Tom

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11 Risposte

  1. Ciao Tomaso,
    prima di tutto grazie di questo post, l’ho letto con molta attenzione e l’ho apprezzato molto, a te vanno i miei milgiori complimenti.
    Mi piace leggervi la curiosità vera di scoprire e di capire meglio qualcosa che tutto sommato è ancora abbastanza “fumoso” ma che potrebbe avere potenzialità interessanti per i produttori giovani ed innovativi. E mi piace anche il tuo modo di suggerire di aprire davvero il confronto su questo argomento.
    IMHO credo si sia fatto poco finora in Italia per sfruttare davvero QR code, per tutta una serie di motivi che non ritengo utile approfondire qui.
    E’ un fatto che ricevo volantini di supermercato con il Qr code, lo leggo con I-nigma e …delusione, non c’è altro che un link all’home page generica del sito.
    Come usare il cannone per sparare ad una formica! Nessuna info in più rispetto a guardare il sito da casa, sul maxi schermo del pc sdraiati sul comodo divano ma allora perchè dovrei scomodare il mio iphone così comodamente riposto in tasca?
    QRcode a mio parere è uno strumento di grandi potenzialità, ma – come dici molto correttamente tu – è un contenitore. Cosa ci mettiamo dentro? credo sia la domanda fondamentale. Dati a caso o forse è il caso di porci qualche domanda a monte prima di arrivare a riempirne uno?
    Sono volentieri disponibile ad aprire l’argomento ed affrontarlo insieme a voi a #vuu, ma credo che il tempo messo a disposizione di questo tema nella scorsa edizione fosse davvero troppo poco per approfondirlo correttamente.
    Se ritenete sia davvero di interesse, mi renderei volentieri disponibile per una presentazione a #vuu, articolata in una parte più generica e in un’analisi delle case history.
    Sarebbe bello preparare la presentazione insieme e avere così occasione anche noi di scambiarci fin dall’inizio opinioni ed esperienze. Potremmo chiedere anche a Luca e (credo si renderebbe volentieri disponibile) anche al Pres Gianluca Morino, che mi ha davvero supportata moltissimo nella scelta di utilizzarlo per #barbera2 e nella successiva diffusione, condividendo con me che potesse essere un utile strumento di rapida comunicazione e scambio informazioni.
    Forse però questa volta mi permetterei di chiedere a Filippo la disponibilità del tempo per poter affrontare questo tema in modo adeguato e completo.
    Che ne pensate?

    Grazie ancora e a presto

    Monica

  2. Trovo che il QR code sia un mezzo moderno per distribuire contenuti e aggiungere informazioni utili in merito ai prodotti acquistati dal cliente finale.
    Il QR code potrebbe diventare in futuro un servizio aggiuntivo anche in giardini botanici o musei, dove puntando semplicemente il telefono nella sua direzione verrebbero visualizzate innumerevoli informazioni senza più la necessità di una guida.
    Futuro prossimo e possibile?

  3. Ciao Monica, il tempo è quello che è, gli interventi molti quindi dobbiamo tener duro sui 10 minuti, anche per dar spazio adeguato al dibattito.

    Sul tema, concordo. Nel senso che il QR Code è come il banner. E’ vivo o morto a seconda di che cosa trasporta. Rimandare alla home aziendale non serve a niente, deve piuttosto rimandare a contenuti, offerte, servizi, ritrovabili SOLO in quel modo e SOLO per chi vi accede in quel modo. Solo così può acquisite un valore aggiunto.

    Inoltre un’altra idea – che per es. abbiamo applicato su vinix – è quella di fornire la possibilità di associare al QR Code (sempre uguale) contenuti dinamici (sempre diversi). Penso sia una strada da tener ben presente.

    Ci si vede a Genova!

    Ciao, Fil.

    • Caro Filippo,
      comprendo le tue necessità organizzative, ma al tempo stesso ritengo che le regole debbano essere funzionali alle persone e non le persone alle regole.

      Credo sia più utile dare risposta alle richieste ed esigenze dei produttori presenti a #vuu che chiedono di essere informati su un tema così importante piuttosto che lasciarli senza risposte o con discorsi lasciati a metà, come è accaduto lo scorso anno, per essere ligi ad una tabella di marcia. Se la loro domanda è parliamo di QR code, ti direi io, bene parliamone!

      La mia proposta ai produttori coinvolti potrebbe essere di unire tutti nostri minuti disponibili e fare un intervento unico dove gestiamo internamente i tempi. Es. se fossimo in 5 dovremmo poter essere in grado di gestire un intervento da 60 minuti.

      In alternativa perdonami, ma non ritengo da parte mia abbia alcun senso fare interventi senza capo nè coda, il tema ritengo non possa essere esaurito in così poco tempo, pertanto mi vederei costretta a lasciar stare.

      un caro saluto a tutti

      Monica

  4. Se le regole fossero funzionali alle persone cara Monica, il pianeta Terra sarebbe un gran casino. Capisco la passione che sta dietro questo argomento, io stesso vi ho speso tempo e risorse, ma ci sono alcune considerazioni da fare.

    Prima di ogni altra cosa #vuu non è e non vuole essere una conferenza o un seminario su un tema specifico. #vuu è una NON CONFERENZA dove tutti hanno la possibilità di parlare in modo paritario agli altri. Ma questa parità, per essere tale, deve essere sia sul piano dei modi che su quello dei tempi altrimenti cominceremmo a stabilire il precedente per il quale esistono argomenti di serie A e argomenti di serie B il che, come facilmente puoi intuire, non può mai esser vero per tutti ma solo per alcuni e con riferimento a certi argomenti specifici.

    #vuu non ha il suo punto di forza nell’approfondimento, probabilmente è anche un suo limite ma per quello ci sono i consulenti, i corsi di formazione, i seminari dedicati. No, #vuu è più un momento di pluralità di voci, di aggiornamento, di scambio e confronto su molti argomenti diversi tra loro, di palestra ma su piuù fronti. Si gettano semi a #vuu, attraverso un incredibile viaggio tra tecnica di viticoltura, comunicazione, eventi, marketing, esperienze dirette, case history, report dei più vari tipi.

    A volte anche a me piacerebbe dare più spazio a certi temi piuttosto che ad altri ma non è detto che quello che interessa a me interessi anche agli altri, da qui la necessità di una regolamentazione uguale per tutti e indipendentemente dagli interessi personali. Perchè quello che interessa meno me potrebbe interessare molto qualcun altro.

    Potrebbe essere invece interessante pensare a delle “stanze” satellite oltre a #vuu dove approfondire determinati temi. Potremmo parlarne per le future edizioni.

    Ciao, Fil.

  5. Monica, Fil,
    si può pensare di concatenare più sessioni da 10 minuti con unica regia ma diversi interlocutori?
    Io ne vedo già 3 potenzialmente interessanti, prefazione @wineup, esperienza @gianlucamorino per #barbera2 e @bele_casel sui suoi vini e perchè lo ha messo così fai già na mezz’ora…qualcosa si direbbe. Immagina poi che @filipporonco parla di qrcode su vinix….
    🙂

  6. Si, direi che se si mantiene una cosa su questo modello, 3 relatori diversi con 10 minuti a testa e soprattutto tre parti diverse sia pur complementari, si può fare senz’altro.

    Ciao, Fil.

  7. Credo di aver proposto la stessa cosa…60 minuti in 5 sono 10 min a testa x 5 persone, più qualche minuto in più per il dibattito.

  8. 30 minuti di intervento equivalgono già a 60 minuti perchè sono 10 di intervento e 10 di dibattito. L’unico aspetto sul quale abbiamo sforato un minimo l’anno scorso è stato proprio il dibattito che va inteso come prolungamento e approfondimento della presentazione. Quindi se facessi un intervento di 10 minuti con le tue risposte al dibattito già potrebbe arrivare a 20 minuti usando tutto il tuo tempo.

    Quindi direi che questa formula può andare se gli interventi non sono più di 3 (secondo me sono già molti) sempre per le motivazioni sopra indicate e cioè per non monopolizzare troppo la giornata su un singolo tema.

    Ad ogni modo, bisogna comunque vedere quanti interventi ci saranno prenotati, anche questa è una variabile importante. Qualcuno sicuramente dovremo rimandarlo perchè ne abbiamo già un numero considerevole. Meglio ragionare sulle iscrizioni effettive comunque.

    Ciao, Fil.

  9. Bello spunto Tomaso perché qrcode è un argomento davvero importante se usato bene sfruttando tutte le sue potenzialità.
    Mi piacerebbe fare un dibattito esteso e approfondito sul qrcode senza “ingabbiarlo” in tempistiche troppo ridotte. Non si può parlare di certi argomenti con l’angoscia dei 10 minuti e poi trovo riduttivo equipararli tra loro e liquidarli con la stessa tempistica.
    Per noi di #barbera2 il qrcode sta avendo una valenza pazzesca perché palesa in modo evidente il nostro nuovo modo di voler comunicare.
    Sono d’accordo che il qrcode debba avere contenuti nuovi ed accessibili solo in quel modo come ad esempio la realtà aumentata.

    Ciao Tomaso

  10. Infatti Gianluca per parlare approfonditamente di #qrcode probabilmente occorrerebbe un seminario apposito e di più giorni 🙂

    I 10 minuti sono anche un esercizio di sintesi per chi parla e di semplificazione per chi ascolta, non è pensabile in quella sede proporre presentazioni molto lunghe, non è una conferenza o un seminario dedicato come detto. Se andate ad un ignite i minuti sono 5 e vi garantisco che in 5 minuti si possono dire un mucchio di cose se ci si prepara per bene.

    Ad ogni modo: tre persone. Scegliete tre persone e tre angolature per parlare di QR Code, magari evitando di replicare esempi già visti l’anno scorso (qr > etichetta vino > pagina dedicata) o cercando di limitare gli esempi analoghi ad un rapido excursus. Una volta individuate queste angolature, iscrivetevi e formalizzate il vostro speech da qui:
    http://vinixunplugged.eventbrite.com

    Cercheremo poi di affiancare gli argomenti correlati così da consentirvi di fare un discorso organico sulla tematica + spazio per domande tra uno e l’altro. Penso che tre punti di vista sul qr code possano essere sufficienti per dare ampio spazio alla tematica senza rubarne troppo alle moltissime altre in programma.

    P.s. : non è ancora confermato ma sto cercando di fare in modo che ci sia anche André Ribeirinho di Adegga quest’anno a #vuu a parlare di Avin e QR e nel caso la sua sessione andrà sicuramente concatenata con quella italiana da voi tracciata.

    Ciao, Fil.

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