Vino e prezzo dal produttore al consumatore

euro_acqua
Avete presente quanto costa trasportare il vino? Velo dico io, tanto. Indipendentemente dal corriere, soprattutto se sei un piccolo produttore (piccoli volumi) arriva ad incidere anche 1 euro a bottiglia. Certo non se mandi 20 cartoni alla volta, ma quella (per tutti i piccoli) non è la normalità…

Ora aggiungiamoci il fatto che ognuno di noi lavora per ricavarne i soldi per sopravvivere, quindi è lecito aspettarsi che tutti incluso i commercianti comprino ad un prezzo inferiore a quello cui rivendono e ci aggiungano i costi del trasporto. Risultato? Beh, tanto per fare un esempio vediamo cosa succede ad un vino che esce in enoteca a circa 9 euro: se un vino lo vendi franco cantina a 3,5 + IVA al distributore (figura che poi rivende ai commercianti) lui per pagarsi le spese e campare lo rivenderà all’enoteca a 4,90 +IVA (+40%) e l’enoteca a sua volta lo rivenderà al pubblico probabilmente a 8,8 euro.  Ma andiamo a capire meglio i conti. 

Allora, il distributore è una figura particolare, ha una logistica (sistema di consegne) molto capillare, gestisce molte etichette e può permettersi di fare forniture ai suoi clienti anche di poche bottiglie (anche 3 o 6), quindi fa sia attività di logistica che i magazzino così il negozio di vendita al pubblico può comprare poco per volta. Inoltre concentra su di se le vendite a più locali, preoccupandosi di incassare dai rispettivi clienti le bottiglie che di volta in volta avrà venduto da una parte e dall’altra avrà un unico rapporto con la cantina con la quale vanta un credito per l’intero acquisto (lo stesso che poi lui avrà frazionato). 

Ora prendendo il caso di prima, consideriamo che lo stesso al giorno d’oggi su un piccolo produttore farà girare un intorno di 400 bottiglie l’anno, traendo dal commercio dell’etichetta circa 560 euro in un’anno (ottenuta come sproporzione acquisto vendita moltiplicato per numero bottiglie, sempre pre tasse), nei quali ci vanno dedotti i costi di logistica, personale, costi di struttura e tasse (irpef o ires). Quanto può arrivare a farne? Dipende dalla sua bravura e dalla sua organizzazione, ma per darvi un idea: avete mai provato a gestire consegne,  incassi, promozione vini nuovi, magazzini, sviluppo punti vendita? Se sì sapete quanto è il limite umano e fate presto a fare i conti, sennò domandatevi perchè i piccoli produttori non riescono da soli….

Poi andiamo all’enoteca: compra a 4,5 e rivende a 8,8…beh, si ma 8,8 è con l’iva (che per il vino è il 20%, che come sappiamo viene incassata e resa allo stato) quindi sta vendendo a circa 7,34, guadagnando 2,46 (+54%) a bottiglia.

Tanto? 

Beh, mettiamola così: il numero di bottiglie che fa girare un enoteca è meno di quanto pensiate, e su città come Milano l’affitto diventa una componente davvero importante, diciamo 2.500 3.000/mese. 

Ora se vendesse solo bottiglie a quel prezzo al pubblico gli ci vorrebbero 1.000-1.200 bottiglie/mese solo per l’affitto….io gli auguro di vendere anche bottiglie più care perché 1.200 bottiglie al mese sono “tanta roba”, vuol dire circa 50 bottiglie al giorno (24 gg /mese di lavoro), o se preferite poco più di 6 bottiglie l’ora se lavori 8 ore….e ti sei pagato giusto l’affito ( a Milano eh!) E il resto?

Se obiettate, ma mica dappertutto costa così l’affitto, rispondo, no certo, ma mica dappertuto vendi le bottiglie che vendi a Milano……e poi comunque ora avete un parametro per capire lo stipendio dell’enotecaro. Ora, dico io: voi lo fareste per meno? Chi ha la mescita sta in negozio anche la notte….

E poi, siamo davvero sicuri che il vino, che ricordo per me che sono un piccolo su ordini da 24 bottiglie il trasporto impatta per quasi un euro a bottiglia, sia ricaricato in modo diverso rispetto ad altre cose che acquisitiamo abitualmente?

Beh, facciamo una cosa andiamo a vedere cosa succede negli altri settori, prendiamo le brioches: secondo voi quanto è il costo di produzione della brioches che voi pagate 0,9 al bar? Velo dico io, 0,20 a dir tanto. Ah, e più del 50% va al bar, che ha in omaggio il kit di lievitazione, il fornetto e tempi di pagamento….

Dicevamo?  Ah si il vino….e ora c’è pure la crisi….

 

Tomaso, Cascina Tollu, P.IVA 01781050065
 
 
 
 
 
 

 

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3 Risposte

  1. Magistrale.
    Sintetico e chiaro.

  2. Caro Tomaso
    tutte corrette le tue considerazioni e i tuoi precisi( potrebbe essere diversamente?) calcoli.
    Tutti noi, a prescindere dal lavoro che svolgiamo, siamo soggetti a tassazzioni spese e balzelli che allargano sempre piu la forbice tra l’incassato ed il realmente guadagnato.

    Tanto per rimanere sul tuo esempio:per poter disporre di uno stipendio da impiegato (€.1.200) io,come rappresentante, dovrei vendere circa 4.000 bottiglie di quel vino in un mese…facile vero?

    E si potrebbe continuare…

    Credo però che il nocciolo del discorso sia un altro: la differenza tra il costo del prodotto alla fonte ed il valore aggiunto che l’intermediario rende al prodotto stesso.

    Provo a spiegarmi:se l’enoteca ( e per i ristoratori questo ragionamento vale in maggior misura) non si limita ad esporre le etichette “facili” ,svolge un lavoro di ricerca e di valorizzazione dei “piccoli” dando loro quella linfa vitale alla loro produzione e ricerca che è rappresentata da un riconoscimento degli sforzi fatti, “educa” il consumatore ad andare oltre i gusti ed i sapori consueti la percentuale di ricarico può ,deve essere maggiore.

    Posso essere felice di pagare 15 eurini la bottiglia nell’esempio che parte dalla tua cantina in un’enoteca di Trapani; lo sono molto meno quando pago la stessa cifra per un vino industriale nella pizzeria sotto casa.

    • Caro Giuliano, io su questo mi sgolo ma purtroppo mi sento un po solo. Ad ogni modo mi hai fatto venir voglia di pubblicare un altro post sulla materia…non anticipo nulla, leggeremo.
      Ti lascio ringraziandoti e dicendoti che sono d’accordo con te.

      P.S. se qualcuno ti dice che è facile vendere 4000 bottiglie/mese fammi un fischio ce gli andiamo a parlare insieme.
      Ciao!

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