E tu arrivi fino al vignaiolo?

Per un piccolo produttore la fatica più grande subito dopo aver realizzato un vino “buono” è quella di farsi conoscere. Che intendo? Immaginatevi di avere dei vigneti con più di trentacinque anni, in una vallata ricolma di vigneti ma nascosta, attraversata solo da strade secondarie che puoi tranquillamente evitare (perchè  altre strade più larghe ti portano più facilmente a destinazione) dove ci sono ancora boschi e non ci sono rumori.

Apparentemente un idillio, anche una conferma: se stai a casa è molto difficile che qualcuno passi di lì…

Allora cominci, fai un agriturismo  con camere e ristorante (perchè non sai quale delle due andrà per la maggiore) e fai anche un sito per pubblicizzarlo (nel mio caso www.cascinatollu.com).

Poi vedi che le camere e il ristorante vanno bene, ma quasi non sanno perchè sei agriturismo (nel mio caso noi produciamo vino dal 1973…): bene sforzo nuovo, fai una sezione del sito per spiegare quali sono le tue attività.

E allora lì il mondo si divide, c’è chi lo apprezza e viene apposta e chi ti dice fate “solo” vino…e allora lì ti spegni. 

Solo?  Ma avete presente cosa voglia dire fare il vino? Certo, Vi perdono immagino di no, altrimenti sapreste cosa si porta dietro quel mestiere…e quando chiedo alle persone: vi posso far vedere i vigneti? Se sono fortunato la risposta è: ma no facci vedere la cantina….

Eppure la qualità si fa in vigna, sembra banale, se non porti un uva sana in cantina dopo che fai? Meglio non saperlo, ma come si diceva l’altro giorno: quanta gente conosce o vuol davvero conoscere il vino?

Ecco, Il vignaiolo...qualche tempo fa ma tu arrivi fino al vignaiolo?

 

P.S. A chi dice che non era vignaiolo faccio osservare le dimensioni delle mani….

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6 Risposte

  1. Ciao, Tomaso. Certo che farà il vignaiuolo. E lo farà bene, con grande dedizione perchè avrà in te una guida illuminata e intelligente che lo porterà ad amare la terra, ad amare la vite. E credo che saprà capire la grande fortuna che gli è toccata in sorte. E se il buon giorno si vede dal mattino (le mani scultoree) sarà anche un bravo potatore. Ciao, complimenti e buon lavoro. Ugo

  2. Tranquillo Tomaso, c’e’ chi come me apprezza molto tutti i tuoi/Vostri sforzi e per condurre l’agriturismo e per coltivare le vigne.Io sono da quest’anno un appassionato ospite ai tavoli del ristorante di Cascina Tollu e con me la mia famiglia,che a sua volta ha gia’ trascinato altre persone da Voi.Conosco perfettamente la fatica che serve a produrre del buon vino dato che mio suocero,ora scomparso, aveva una vigna in quel di Rocca Grimalda (strada La Valle)e produceva ,anche se solo a livello di famiglia ed amici del vino eccellente.Io da buon milanese ho tentato di fare altrettanto per due anni e devo dire che ci riuscivo pure (anche se aiutato da personaggi locali che alla vigna danno del tu) ma poi devo essere sincero ho smesso perche’ e’ una fatica pazzesca e ci vuole una passione sviscerata per la vigna altrimenti……..Quindi capisco perfettamente il tuo punto di vista e ti dico bravo perche’ ripeto,ok il businness, ma senza amore e rispetto e passione per la terra non si ricaverebbe nulla di nulla.Complimenti ancora a te e alla tua splendida family.Presto verro’ di nuovo a pranzo da Voi e ti rinnovero’ i miei complimenti di persona.

    p.s. – certo che per essere uno che ormai praticamente ,da quando in pensione ,abita a Rocca ,e’ da vergogna che Vi abbia scoperto solo quest’anno…..ma meglio tardi che mai.

    • Che piacere leggere che quacluno ha faticato e parla per esperienza e non per sentito dire: posso solo immaginare quale impresa sia stata cercare di portare avanti una vigna come mi hai descritto. Io ho un organizzazione millimetrica perchè non riesco mai a far quadrare i tempi, più che altro in vigna perchè in cantina succede tutto contemporaneamente e lì o ci sei o ciao.
      Grazie per la riconoscenza, magari la prossima volta fatti riconoscere quando vieni! E non ti preoccupare se ci hai messo tempo per scoprirci, non ci facciamo pubblicità apposta per crescere col passaparola. Si, è lento, ma almeno sai che viene chi si e trovato bene, che guardacaso coincide spesso con coloro con cui ti trovi bene. E non è un semplice gioco di parole…
      Ciao!

  3. Tomaso come sempre parli come un libro stampato, quanta gente sà quante volte, durante l’anno, bisogna passare avanti e indietro nei filari dei vigneti prima di raccogliere l’uva ? e poi quando dici il prezzo del vino in cantina, ti senti rispondere, mi sembra un po’ caro, magari sono gli stessi che una bottiglia al ristorante la pagano 4 volte tanto senza battere ciglio, ma il lavoro del vignaiolo non vale proprio niente ???
    ciao Paolo

    • Eh, Paolo: ma sono proprio quelle carenze che dobbiamo colmare, lentamente. A volte anche non vendendo stai costruendo. Perché se quello che ti dice che è troppo caro non capisce cosa ci sta dietro al lavoro che facciamo beh, meglio lasciarlo andare in fin dei conti non è interessato al tuo vino, ma più in generale al vino, che è tutta un’altra cosa. E forse allora meglio che quel vino, il tuo, ti rimanga per qualcuno che lo apprezzi, perché l’errore che hanno fatto i nostri genitori è stato quello di calarsi troppo le braghe pur di vendere, col risultato che la gente pensa che il Dolcetto sia Dolce e debba costare poco. C’è tanto da fare, ma lo sconto (io eh) non lo faccio, perché né in vigna ne in cantina mi risparmio, ergo cerco clienti che lo capiscano. Piuttosto melo bevo con gli amici!
      Ciao

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